Paganica

La stazione di Paganica è una delle sette stazioni del territorio comunale dell’Aquila, la seconda per importanza e serve la periferia orientale del capoluogo abruzzese, dove si concentrano importanti attività artigianali e industriali. Pur essendo più vicina alle frazioni di Bazzano e Onna, prende il nome di Paganica perché all’epoca dell’inaugurazione, nel 1875, questo paese costituiva un comune autonomo, di cui i suddetti centri di Bazzano e Onna costituivano frazioni.

Nel 2017 è stata istituita la fermata di Bazzano, posta presso il paese, in direzione dell’Aquila.

Le testimonianze di un passato antichissimo sono conservate nella basilica di San Giusto e presso il Museo Nazionale d’Abruzzo, a L’Aquila. Si tratta di reperti lapidei che riportano iscrizioni di età romana. Di tali testimonianze, due, ovvero il cippo di Caius Curtilius e di Caius Festus, sono attualmente collocati presso gli ingressi della villa ducale di Paganica. 

Paganica venne prima dominata dai Bizantini e successivamente dai Longobardi. Durante quegli anni (seconda metà del VI secolo – seconda metà dell’VIII), si definì l’assetto urbano che Paganica conserva tuttora, vennero riuniti gli agglomerati bizantini e si fortificarono i confini. 

Dal XII secolo, in pieno dominio normanno, Paganica divenne il centro più importante della conca peligna, grazie alla sua espansione economica e demografica. La sua posizione strategica, alle pendici del Gran Sasso e la sua ricchezza di acqua resero fiorente l’agricoltura, lo sfruttamento dell’energia idraulica (mulini ad acqua) e lo sviluppo di concerie. 

Di grande rilevanza storico-artistica sono il santuario della Madonna d’Appari e la Basilica di San Giustino. Il santuario, incastonato nella roccia, è un edificio realizzato entro la prima metà del XIV secolo, ma che di medievale mantiene solo l’architettura. Infatti, le pitture presenti all’interno della chiesa sono databili tra XV e XVI secolo. Alcune pitture, di squisita fattura tardo-gotica, sono state ricondotte alle mani del pittore Pier Francesco figlio del più celebre Francesco da Montereale. 

La basilica di San Giustino è un esempio di romanico abruzzese. I lavori di edificazione e abbellimento abbracciano un ampio arco di secoli, dall’VIII al XII. L’edificio, sorto sulla precedente sepoltura del presbitero Giustino da Siponto (IV-VI secolo), fu ristrutturato sia sotto il dominio longobardo, sia sotto il dominio franco, grazie ai monaci benedettini di Casauria e Farfa. Venne poi completamente ricostruita in epoca romanica. L’interno è diviso in tre navate, separate da pilastri alternati a colonne, e termina con un ampio presbiterio. Sotto al pavimento si cela la suggestiva cripta absidata.

Per valorizzare il patrimonio culturale immateriale di Paganica è stato istituito il Museo Agricolo, legato alle tradizioni rurali dell’area vestina.



Progetto di: Associazione Culturale Giovanile Riattivati 

Con il contributo di: FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano ETS, INTESA SANPAOLO, Rotary Club Rieti 

Comitato Promotore: Amici di Rieti, Associazione Culturale Giovanile Riattivati,  Rotary Club Rieti e Associazione Collezionisti “Sabatino Fabi”

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